ChatGpt: ancora problemi di accesso, cosa sta succedendo
Nelle ultime ore, numerosi utenti stanno riscontrando difficoltà nell’accedere a ChatGPT. Secondo i dati rilevati dal portale Downdetector, si registra un picco di segnalazioni che evidenziano disservizi, in particolare nella versione desktop del servizio. L’app mobile, invece, sembra essere meno colpita dal problema.
OpenAI ha confermato la situazione tramite la propria pagina di comunicazioni tecniche, dichiarando: “Stiamo investigando sui problemi”. Al momento non sono state fornite tempistiche per un ritorno alla piena operatività.
Ultimamente l’intelligenza artificiale targata OpenAI sta facendo davvero parlare di sé, non solo per le diffusissime foto in stile Studio Ghibli, ma anche per i continui problemi della piattaforma, come già avvenuto la scorsa settimana.
Cosa sta succedendo?
Tra le possibili cause, si fa strada l’ipotesi di un sovraccarico dovuto alla nuova funzione di generazione di immagini in stile Studio Ghibli, recentemente diventata virale. Alimentata dal modello GPT-4o, questa opzione ha conquistato milioni di utenti in poche ore, spingendo il CEO Sam Altman a scrivere su X (ex Twitter): “Can y’all please chill on generating images, this is insane – our team needs sleep”. In un altro commento ha ammesso che OpenAI “non è riuscita a stare dietro alla domanda”, parlando addirittura di “domanda biblica”.
Per gestire la situazione, OpenAI ha introdotto limiti temporanei: gli utenti della versione gratuita potranno generare solo tre immagini al giorno, almeno fino a nuovo ordine. Un compromesso necessario per evitare ulteriori blocchi e rallentamenti.
Nel frattempo, anche Google Gemini (il concorrente diretto di ChatGPT) ha sperimentato un piccolo blackout nella stessa finestra temporale, con errori segnalati dagli utenti e confermati da Downdetector intorno alle 9:36 AM ET. I problemi, tuttavia, sembrano già risolti, suggerendo che il problema potrebbe essere stato legato a un momentaneo disservizio DNS condiviso o a un semplice caso.
In sintesi, la popolarità delle nuove funzioni visive di ChatGPT ha messo a dura prova l’infrastruttura di OpenAI, evidenziando quanto ancora l’attuale architettura debba crescere per sostenere la domanda globale. Mentre gli utenti attendono un ritorno alla normalità, la lezione è chiara: anche l’IA ha bisogno di… dormire.
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